venerdì, 29 agosto 2008

All'improvviso noto un angolo del mio campo visivo: c'è una ciocca di capelli biondi, lisci, appoggiata su una spalla, dei fianchi e delle gambe stese su un divano.
Sono io che leggo un libro senza riuscirci.
Non faccio in tempo a finire una frase che già ho creato nuovi mondi nella testa, noto i particolari, annego nei ricordi senza opporre resistenza (il mio hobby preferito).
Ho appena fatto in tempo ad accorgermi che ho una straordinaria voglia di fare le cose, bellissima e quasi commovente, che già penso a come sarà quando non ce l'avrò più. A cosa ci si aggrappa, poi?
Forse è per questo che ad un certo punto si fanno le famiglie. Per non pensare a tutte le belle cose che non si hanno più o non si ha mai avuto, oppure per riuscire a sublimarle in qualcos'altro, in qualcun altro. Ho la sensazione però, che spesso più che di una sublimazione si tratti di un brutale soppiantare certe cose con altre, così, quasi senza accorgersene o volerlo particolarmente.
Tento di riprendere la frase lasciata mozza.
"Clara, poveretta, mi volle bene quella notte come sempre. Forse me ne volle anche di più, perché anche lei ha le sue malizie."
Le malizie. Malizia è una di quelle parole della lingua italiana fortemente polisemantica. Al livello fonetico la trovo orrenda, con quella emme e quella zeta nel mezzo, ma c'è dentro la consapevolezza di trasgredire le regole, la volontà di commettere il male, la conoscenza acquisita con l'esperienza, lo sguazzare nella sensualità tanto da prevederla. A pensarci bene è una parola discretamente attraente, peccato oggigiorno la polisemia sia un grave handicap.
Niente, rinuncio al libro anche stasera. La cosa più scandalosa è che zittisco uno dei più grandi scrittori di sempre per vanità, distrazione, pensieri struggenti.
Spengo la luce, porto pazienza, chiudo gli occhi e penso che prima o poi avrò qualcosa da dire anche io.


P.s.
Il bicchierino di liquore che sto bevendo entra perfettamente nel mio orecchino poggiato sul tavolo, nel caso qualcuno nel mondo se lo stesse chiedendo.

Salato

Nur vive fra i pini di Roma, fra il sole caldo e le colline, tra cupole e piazze, ed ama il sale.
In questo periodo ascolto:
Jens Lekman; Girls; Katerine; Bright Eyes; Grizzly Bear.
In questo periodo leggo: "Le piccole vacanze" - Alberto Arbasino.
Parola/frase del mese:
"Neanche un minuto di non amore"
Seconda vita, damn
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