(nella foto, la locandina de L'amour à 20ans)Mentre si susseguivano sullo schermo le prime geniali scene parigine di Truffaut in cui un giovanissimo (e adorabile) Jean-Pierre Léaud metteva su un vinile appena sveglio, mi sono sentita felice e soddisfatta e grata di quella gratitudine che si ha quando si aspetta qualcosa con devozione.
Per questioni anagrafiche mi sono persa tutto quel periodo in cui non era facile procurarsi la musica, quando era tutta un'indiscrezione e l'alone di mistero e lontananza che ti separava da quei gruppi così inafferrabili era metà della bellezza del disco stesso, proprio come se quella musica te la fossi conquistata con tutti gli sforzi, proprio come se quel disco tu te lo fossi meritato.
Al massimo, io dovevo invece controllare per qualche giorno la percentuale di download su Napster, sperando che la 56k non morisse prima della mia voglia di ascoltare quell'mp3.
Oggi che ho sempre a disposizione una connessione superveloce e tutte le risorse immaginabili (che non sto ad elencare perché le conoscete tutti) l'unica cosa che mi dà ancora una certa soddisfazione è la ricerca di quelli che poi diventano -per la maggior parte dei casi- i miei film preferiti, e con cui mi riempio la testa per diverse settimane. Si tratta di film vecchi (dagli anni 50 ai 70 ca), bellissimi e piuttosto di "nicchia" -non perché siano troppo intellettuali per le masse (tutt'altro, alcuni sono leggerissimi), ma piuttosto perché sono condivisi sul web da pochissimi utenti.
Così, per scaricare "Cléo de 5 à 7" mi ci sono voluti tre mesi, "Le bonheur" due, "Estate Violenta" ancora non ha finito, ed è lì da prima dell'estate; quando finalmente vedrò la figura di Trintignant comparire sullo schermo sarà come vedere arrivare da lontano la persona che, con pazienza, avevo tanto aspettato.

(nella foto, il porto di Taba visto dal finestrino di un piccolo traghetto)
Salotto pieno di arredamento barocco, divani gonfi di stoffe e tappeti pomposi: un mucchio di vecchie con il velo in testa discute del più o del meno e beve caffé turco, io sono l'unica sotto i 50 anni e per tenermi sveglia guardo in tv un programma americano con gli inseguimenti della polizia più impressionanti.
Ufficio del primo segretario dell'Ambasciata d'Italia in Amman: vengo introdotta all'ambasciatore il quale appena mi vede non riesce a dire nient'altro che: "scusi eh, ma lei quanti anni ha?".
Riva est del mar morto, Sodqi's secret spot: beviamo due bottiglie di rosé libanese immersi nel buio pestissimo di una notte senza luna e cerchiamo di immaginarci il mare salatissimo sotto. Si accosta accanto a noi una volante della polizia e, dopo averci controllato i documenti, rimane con noi a chiacchierare per un'ora disquisendo di quale sia il migliore laptop da acquistare al momento.
Salotto del mio appartamento n.1, notte fonda: dio benedica le webcam. Mentre fisso il lettone su cui è sdraiato, noto come la luce dello schermo scivoli tra le coperte e la barba, e mi domando per l'ennesima volta come cacchio faccio a volergli così tanto bene, dopo così tanti anni.
Naama bay, notte: sembra di stare in una las vegas mediorientale, un parco a tema beduino pieno di russi scosciati volgari biondi e con le facce d'un ignoranza bieca. Mal di testa.
Ahli club, notte: guardo la gioventù circassa conoscersi, prendersi per mano e bere té, ascoltare il cantore con l'aoud mentre io mangio ceci salati.
Deserto dell'est, mezzogiorno: la macchina è in panne.
Canvas café, pausa pranzo: il mio capo si diletta in battutine a sfondo sessuale di quarta categoria. Nonostante il doppiopetto e l'autista, è solo un ragazzotto di Genova.
Da sola in taxi, mattina: passando per King Talal street, realizzo che le persone che mi mancano le conto in una mano, e avanzano pure dita. Mi chiedo se sia una disgraziata, una dura o una scema.
This is no erasmus.
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Lasciare tutto quando hai ventidueanni e andare a stare da tutt'altra parte del mondo non è qualcosa in cui c'entra il coraggio. Se te ne vai, molto spesso è perché hai voglia di imparare, e per farlo rimanendo fermi a casa propria bisogna essere dei geni incredibili tipo Galileo Galilei.



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